Una piccola sorpresa / a small surprise

Monday 26 May 2008 11:57:42 by Redazione Desmoblog

Fabio Taglioni
- English version below -

Carissimi amici,

è con grande piacere che vorrei presentare a tutti voi del Desmoblog un documento storico di estrema importanza.
Sull’onda emozionale scatenata dall’inaugurazione della Fisica in Moto, abbiamo deciso di dedicare alla “nuova arrivata“ un interessantissimo documento.
Si tratta di una conferenza che Fabio Taglioni in persona tenne nel lontano 1989, nella quale spiegava perché in Ducati si fosse scelto il Desmodromico.
Alla fine della approfondita spiegazione, Taglioni stesso ci rende partecipi di alcuni interessanti pensieri personali sulla sua esperienza di capo progettista in Ducati.

Non perdetevi la prima parte di questo appassionante appuntamento con la storia.
Cliccate qui per l’articolo in italiano.

Buona lettura a tutti,

Livio Lodi
Curatore de Museo

Dear friends,

It is with great pleasure that I would like to present all members of the Desmoblog community with an extremely important historical record.
As a result of the emotional wave created by the opening of ‘Fisica in Moto’, we have decided to dedicate to our new physics lab a very interesting document.
It is the transcript of a conference that Fabio Taglioni himself held way back in 1989, in which he explained why Ducati opted for the Desmodromic system.
After some in-depth insights, Taglioni also treats us to some thought-provoking personal comments on his experience as the head designer at Ducati.

Don’t miss part one of this gripping date with history!
Click here for the complete article in English.

Enjoy the read,

Livio Lodi
Ducati Museum curator

   
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READER COMMENTS

1. Posted Monday 26 May 2008 at 12:22:55 by Jackdesmo

Molto interessante!! però se il richiamo desmodromico dell’aperture e chiusura delle valvole è effettivamente vantaggioso, come mai solo la Ducati lo utilizza, crede nel progetto e lo sviluppa?? in motogp l’anno scorso se visto il vantaggio in termini di rendimento del motore, quindi di consumi..

ilMugelloèvicinoo..

2. Posted Monday 26 May 2008 at 12:30:00 by luca pucci

Fighissimo!!!!

3. Posted Monday 26 May 2008 at 12:30:29 by anthony of c.

non ho ancora letto l’articolo ma qualunque sia il motivo dellascelta desmodromica che dio benedica taglioni. ogni mio km di pura estasi lo devo a lui…bene bene…da ducatista dell’ultima ora lo ringrazio ovunque egli sia

4. Posted Monday 26 May 2008 at 12:30:47 by anthony of c.

non ho ancora letto l’articolo ma qualunque sia il motivo dellascelta desmodromica che dio benedica taglioni. ogni mio km di pura estasi lo devo a lui…bene bene…da ducatista dell’ultima ora lo ringrazio ovunque egli sia

5. Posted Monday 26 May 2008 at 13:28:30 by gius

Bella storia!

6. Posted Monday 26 May 2008 at 13:50:13 by Marco Villa "Il Presidente"

Prima di tutto i miei complimenti alla redazione del Desmoblog e a Livio Lodi per aver pubblicato una cosa cosi’ interessante, anche se per qualcuno (in alcuni punti anche per me) ostica e di difficile interpretazione.

Due punti:
Uno- chi lavora dietro, o meglio dentro ad un motore, al suo sviluppo, alla sua creazione, alla sua nascita ha i suoi bei grattacapi, va la’, anche adesso che e’ aiutato da ogni forma di informatica possibile ed immaginabile.

Due- Taglioni era un GENIO ! E quello che aveva scritto, lo ha scritto nel 1989! Quasi venti anni fa, quando i disegni si facevano a matita, il CAD era forse nelle menti di chi l’ha creato!

Jack, probabilmente i Jappa, non avendo mai considerato il Desmo come una cosa vantaggiosa, hanno lasciato campo libero a Ducati di evolverlo, affinarlo e svilupparlo. Preziosi una volta disse che per arrivare ai livelli di sviluppo del sistema desmodromico, come ne ha conoscenza Ducati, chiunque avrebbe bisogno di almeno una decina di anni! Testuali parole: “a 18.000 giri, c’e’ un gran casino di movimento li dentro!”.

Immaginiamo una cosa (facendo gli appositi scongiuri!): Se Ducati non fosse sopravissuta alla crisi di decenni fa, il Desmo ormai sarebbe un ricordo e sarebbe ricordato dai tecnici come un sistema efficace ma dispersivo e complicato!

Allora, primo: meglio affidarsi ad un sistema a valvole pneumatiche molto piu’ semplice e gia’ testato. Addirittura almeno un decennio fa, dalla Honda, seguita e copiata dalle altre factory, in Formula Uno.

Secondo: anche volendo testare un Desmo (anche se voci dicevano che Honda stessa, avesse dei prototipi in pista), vorrebbe dire ammettere che Ducati aveva ragione e loro torto! Probabilmente preferirebbero infilarsi una Katana nella pancia, suppongo!

7. Posted Monday 26 May 2008 at 13:56:11 by NULLIUS

per rispondere a Jackdesmo : mai sentito parlare di diritti d’autore??

8. Posted Monday 26 May 2008 at 14:11:16 by Lady Ducati

..i brevetti….

9. Posted Monday 26 May 2008 at 14:15:06 by Aigor®

Jack, la risposta è facile: per una questione di costi! I jap hanno preferito la disposizione dei cilindri “in linea”, piuttosto che a “V” per risparmiare costi, non per alcun tipo di altro vantaggio.Infatti 2 costruttori jap su 4 hanno scelto il motore a V nei gp e gli altri due, non l’hanno fatto per ragioni “politiche”.
Stessa cosa per il Desmo, è stato considerato troppo costoso da industrializzare e troppo oneroso da sviluppare in confronto alle valvole pneumatiche.
Lamps

10. Posted Monday 26 May 2008 at 14:28:20 by ernesto spaggiari

adesso devo lavorare e non ho tempo di leggere tutto, ma appena smonto me lo “fumo”. la differenza tra un pazzo e un genio è delineata soltanto dal successo.

11. Posted Monday 26 May 2008 at 14:37:30 by Lady Ducati

http://members.chello.nl/~wgj.jansen/desmosys.html

vi consiglio questo sito

riporta molti dei desmo proposti, realizzati, e brevettati nella storia,

Per fare un desmo, bisogna prima brevettarlo,
e quindi verificare se la sua efficacia può
essere superiore a quello ducati…….

bastassero i soldi…..

12. Posted Monday 26 May 2008 at 14:47:36 by Lady Ducati
13. Posted Monday 26 May 2008 at 14:50:48 by ile

Questo articolo è una vera “perla rara”..Complimenti al Curatore del Museo (beati i desmoblogger che hanno avuto il piacere e la fortuna di conoscerlo..)!

14. Posted Monday 26 May 2008 at 15:08:27 by DeSmO-RiCo&SaRa 3anni insieme!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!DUCATI AVESSI 2 VITE TE LE DEDICHEREI ENTRAMBE

L’articolo ancora non l’ho letto,stasera lo farò, però vorrei cogliere l’occasione per dire che: “solamente chi ha una passione viscerale per quel che fà è in grado di trasmettere questa passione a i suoi fruitori”
DUCATI CHE DIO TI BENEDICA
DUCATI FOR LIFE

15. Posted Monday 26 May 2008 at 15:48:06 by Lady Ducati

http://members.chello.nl/~wgj.jansen/

classificazione brevetti desmo

16. Posted Monday 26 May 2008 at 18:57:43 by GUIDO MACCHIAVERNA-IL DUCATISTA-C/mare di Stabia

Che racconto affascinante anche per chi come me,ne capisce ben poco…M’inchino a questo Ingegnere Geniale,che ha saputo trasformare il Desmo in una cosa molto utile per la Ducati,nonostante non avesse a disposizione la tecnologia che c’è adesso…Grazie Dottor Taglioni,se il Desmo oggi è il Nostro Vessillo, il merito e’ soprattutto tuo e di chi ci ha sempre creduto..Ducati si differenzia da gli altri soprattutto per questo..Come c’invidieranno…

17. Posted Tuesday 27 May 2008 at 07:15:35 by Fabio

Buongiorno e buona giornata a tutti.

Che dire, decisamente interessante e affascinante… Per un progettista come me, poi, è come per un cattolico leggere la Bibbia… Credo che me lo stamperò e me lo leggerò con attenzione, in ogni virgola…

Una piccola precisazione in merito ai discorsi brevetti. Prima di tutto, i brevetti scadono; per cui, eventualmente, ci sarebbe per chiunque la possibilità, a brevetto scaduto, di mettere in produzione o vendita qualcosa di brevettato fino al giorno prima. Seconda cosa, ci sono limitazioni alla brevettualità; una di queste è la limitazione al progresso. Se un’idea, un’invenzione, fosse così innovativa da far fare un passo avanti deciso al progresso in quel determinato settore, essa non può essere brevettata come concetto (vedasi l’esempio del richiamo molle con sistema pneumatico), in quanto a) limiterebbe lo sviluppo e b) porrebbe quella determinata azienda in una posizione di predominio, determinando così la fine della concorrenza. Chiaro che poi la cosa viene aggirata in altri modi, tutelando il brevetto ma facendo sì che anche altre lo possano realizzare.

Dal numero di realizzazioni desmo direi che il problema non è mai stato di brevetto ma piuttosto di complessità realizzativa; se un’azienda (Ducati) si struttura per la realizzazione di tale architettura di distribuzione è ovvio che a) si tiene il know-how in casa e b) ha una nota distintiva rispetto alle altre.

O forse più semplicemente, il desmo è genialità, cratività, e queste doti sicuramente non mancavano al buon ing. Fabio Taglioni prima e all’ing. Massimo Bordi poi…. Bravi, vi invidio….

Saluti e lampeggi

18. Posted Tuesday 27 May 2008 at 07:58:16 by Dome

Molto molto interessante!

Credo che da questo articolo così tecnico un elemento che prevale é la genialità tutta italiana…é di questo ce n’é da andarne orgogliosi!

Forza Ducati :-)

Dome

19. Posted Tuesday 27 May 2008 at 08:07:10 by Marco_S2r

Fabio io già invidio te capisci tutto quello che c’è scritto ; ) …..

Bell’articolo.
lamps

20. Posted Tuesday 27 May 2008 at 08:12:43 by Fabio

@19: Marco, mi sopravvaluti…più che altro lo intuisco! :-)))

Volevo anche fare i complimenti a Lady Ducati per gli splendidi link postati.

Saluti e lampeggi

21. Posted Tuesday 27 May 2008 at 08:43:48 by Marco Villa "Il Presidente"

Buongiorno a tutti,
piu’ “gironzolo” su Internet piu’ mi rendo conto che il mondo e’ pieno di “squinternati”!

Beccatevi questo e godetevi il suono del 848. Sul motociclista….beh, lasciamo perdere!
http://www.motoblog.it/record/20

E buona giornata a tutti!

22. Posted Tuesday 27 May 2008 at 08:51:38 by Lady Ducati

i complimenti vanno fatti al proprietario del sito,
che raccoglie da decenni materiale sui sistemi desmodromici, potete leggere anche una lettera chiarificatrice autografata da Taglioni sul desmo

i sistemi meccanici con moto vincolato,
erano una passione di Taglioni,
che studiò e analizzo a lungo,
studiando diversi meccanismi,
compreso un motore ad albero discoidale,
vi consiglio per questo - Luraschi e la storia tecnica della motocicletta…….

è sempre emozionante ricordare Fabio,
grazie Livio

23. Posted Tuesday 27 May 2008 at 10:06:18 by Federica "Kenny"

Grazie a Livio che ci ha regalato un pezzo d’anima della Ducati! Ogni volta che ognuno di noi sale sulla propria Ducati, dovrebbe ricordarsi che dentro quel motore pulsa ancora il cuore di Taglioni!
Ho visto il video dell’848 suggerito da Marco: cosa non si fa pur di sentire quel suono! Originalissimo, davvero simpatico!
Desmobaci.

24. Posted Tuesday 27 May 2008 at 13:37:43 by Marco_S2r

@21 Marco, preside’ a me sembra che imiti e prenda per i fondelli la frizione a secco…..

25. Posted Tuesday 27 May 2008 at 19:20:27 by giuseppe

Dopo aver omaggiato col max rispetto una delle storie di cultura motociclistica più belle del mondo, che continua ancora oggi, vengo col capo coperto di cenere con un off topic clamoroso. Sono andato sul sito CCM e, miseriaccia, quanta bella roba.

Monocilindrici retronuevo, essenziali e minime come per me devono essere le moto, serbatoi di lucido alluminio e tutto a vista. Trasmettono grinta e dinamismo da ogni bullone. Costano e non so come vanno, però…

Per un pò ho immaginato l’ala Ducati in metallo su quei serbatoi, ci stava proprio bene…era, come si dice, la morte sua.

Un mono (o anche un bi di cubatura non esagerata) l’avevano in Ducati, perché non pensarci? A mio parere ne venderebbero una vagonata: Si ha bisogno di asciutte forme-funzione e non di becchi, cover o altro. Si ha bisogno di metallo ché di plastica ne mettono già tanta i jap. E quando non è plastica, l’aspetto è come se fosse. Ducati sveglia!
Scusate tanto.

26. Posted Tuesday 27 May 2008 at 20:01:42 by gius

“SFIDE”, TUTTI GLI UOMINI DELLA DUCATI: http://it.youtube.com/watch?v=u-b-dbeUy-0

27. Posted Tuesday 27 May 2008 at 21:38:19 by hondamotor

Per fortuna che è intervenuto Livio Lodi. Davvero un bel post…. Ha salvato il patetico e retorico DT
HM
sono in ansia per il Mugello

28. Posted Tuesday 27 May 2008 at 23:20:21 by Enrico

giuseppe… quanta ragione hai…

Di questo passo inizio a desiderare una Triumph Thruxton.

29. Posted Tuesday 27 May 2008 at 23:50:34 by Enrico

Dopo giorni di connessione assente e successivamente di hard-disc defunto, permettetemi un piccolo off-topic. Quello “bello” lo faccio domani sera: non sono ancora sicuro, anche se mi pare assurdo. Ma saprete domani.

Domenica mattina sono di nuovo salito in moto. Per davvero: era circa dal 20 aprile che non lo facevo. Qualcuno di voi via mail ha saputo del mio piccolo incidente sul lavoro che mi ha costretto a venti giorni di stop, ma domenica finalmente ho potuto rifare un giretto in Chiantigiana. Il Multi, dopo la cura Angiolini che ha subito nel frattempo, sembra un altro. Il motore che non si spegne più a ogni semaforo è una piacevole novità! E poi con la carburazione fatta a modo ha finalmente iniziato a consumare quanto dovrebbe consumare un motore Ducati ad aria: con il primo pieno sono passato d’incanto da 160/170 chilometri a 210 prima dell’accensione fissa della spia della benzina, per non dire che il motore gira più regolare e a occhio e croce cammina anche un pochino di più.

Che altro dire? L’inizio è stato un pochino stentato, ma alla fine nel tratto in salita con i curvoni mi sono perfino piaciuto. Altre volte sono andato decisamente di più, ma per essere tutto sommato un po’arrugginito non è stato male. Bello tornare in moto!

E poi quando sono arrivato a casa mi aspettava “l’altra”. Ebbene sì: la SL è tornata a casa da qualche giorno, dopo circa nove mesi passati nel garage di Sauro per un sacco di lavoretti dei quali non finirò mai di ringraziarlo. Avevo ancora la tuta di pelle addosso e non ho resistito: pur non avendo l’assicurazione, con molta molta attenzione ho pensato di fare un piccolo giro di prova… “per vedere se tutto è a posto”. :-)

Sfioro il pulsante e il motorino di avviamento finalmente gira alla perfezione: un attimo e in moto nonostante la carburazione grassa da imbrattare le candele. Scaldo qualche secondo sul cavalletto e poi salgo e faccio per mettere la prima. Beh… la Brembo radiale da 19 ricavata dal pieno sembrava più dura da tirare: in realtà non è proprio da signorine ma è accettabile, magari grazie anche al pistoncino maggiorato montato in seguito. Guardo il “ponte comandi” e mi sento tanto Doug Polen dei bei tempi. Due pompe radiali con i serbatoi separati fissati direttamente alla piastra di sterzo, due semimanubri derivati da un 916 e adattati, il blocchetto dei fusibili messo di traverso dietro al cruscotto… e il cruscotto nuovo con zero chilometri. Effetto strano, come se fosse la prima volta davvero. Mollo piano la frizione e esco in strada. Dieci chilometri in tutto: l’insieme dei semimanubri abbassati e delle pedane Lucas rialzate anch’esse appena montate ha radicalmente cambiato la posizione di guida. Mi trovo rannicchiato come un fachiro su una motina che sembra grossa la metà di prima: ero appena sceso dal Multistrada e quindi la sensazione era probabilmente amplificata, ma accidenti se è cambiata! Pochi chilometri di strada di campagna ad andatura da pensionato su Apecar 50 e con la sensazione di non sapere assolutamente cosa fare per guidare questa moto, ma accidenti che bello. Nel momento in cui è stata ora di girare per tornare a casa mi sono fermato, l’ho lasciata spenta sul cavalletto e mi sono allontanato per guardarla da lontano sul piazzale vuoto. Momenti belli della mococicletta che ami, probabilmente qualsiasi essa sia.

30. Posted Wednesday 28 May 2008 at 03:48:22 by Christopher Giumelli "Crisco"

Livio,
I watched with some dismay 20 years ago when Ducati fell into the hands of Cagiva. I wrote off the marque as lost for all time. My interest in motorcycles waned fearing a rationalisation of the industry in Europe paving the way for Japanese domination.
I was pleasantly suprised to find that in the intervening years Dicati had secured several world SBK championships.
Thankfully Cagiva never curtailed Ducati’s creativity in favour of commercial expedience.
Imagine my surprise when I learned that Cagiva had sold Ducati for the marque to become an independent entity once again and the developments that have manifested through the racing program.
This article, of which I am eagerly awaiting the next instalment, has reignited a passion. This is originality at its best and a commitment to a concept in which many believe. The results are speaking for themselves, especially over such a long time.
Thank you for this gift, a rare insight into the mind of one of motorcycling’s great designers. I look forward to many more innovations.
It has taken me 20 years to recover form being a Laverdese, owning a Jota 1000, to forging towards joining the ducatista family. I know I will not be disappointed.

All the best to you and the team at borgo panigale.

31. Posted Wednesday 28 May 2008 at 07:48:50 by giuseppe

tancs for de apreciescion (oggi usa così). Le CCM sono proprio belle, costano tanto perché credo siano - di fatto - moto artigianali. Ma cose così messe in una linea industriale…E poi, so di attirarmi gli strali, se un serbatoio in alluminio lucido fatto in Italia dovesse costare troppo…che lo facciano in Cina, in Bangladesh o giù di lì (tanto fanno le Enfield no?).

Scopo di questo post però (a volte la grafomania prende il soppravento) voleva essere solo quello di esprimere la mia apreciescion per la bella e toccante descrizione della breve uscita con l’ SL. E’ proprio ESATTAMENTE così. Cercare di spiegarlo non serve. Ed è anche inutile. Buona giornata a te, buona giornata a tutti.

32. Posted Wednesday 28 May 2008 at 07:52:02 by giuseppe

ops…sopravvento eh!

33. Posted Wednesday 28 May 2008 at 10:47:14 by Marco Villa "Il Presidente"

Piccolo Grande Off Topic, ma sempre riguardante la nostra “Rossa”.

Andate sul sito DUCATI.COM

34. Posted Wednesday 28 May 2008 at 10:49:02 by Marco Villa "Il Presidente"

Mi scuso ma ho troncato il post precedente.
Dicevo…andate sul sito DUCATI.COM o IT, come preferite.
C’e’ la presentazione del francobollo delle poste italiane dedicato a Ducati.

Non sono un appassionato di filatelia, ma credo che un piccolo quadretto, comprensivo della lettera di Del Torchio, me lo posso appendere in ufficio.

Buona giornata a tutti.

35. Posted Wednesday 28 May 2008 at 11:31:12 by Enrico

Giuseppe, tenchiu for de apreciescion! End gud morning tu evribadi!

Ridius tu de macs (che ci sta sempre bene…)

36. Posted Wednesday 28 May 2008 at 22:35:59 by GUIDO MACCHIAVERNA-IL DUCATISTA-C/mare di Stabia

ENRICO..gran bel post..finalmente vedo quello che piu mi piace di te..una passione sfrenata,kome abbiamo un po tutti per le Ns moto Ducati,e la gran tecnica che conosci..beh,sentir raccontare quello che hai scritto e vedere quel pezzo di bella moto Ducati,camminare come se fosse la sua prima volta,nonostante la sua eta’.mi ha fatto immaginare che ti stessi vedendo anch’io in quel piazzale con una moto che e storia del patrimonio desmodromico…grazie x averci scritto un bel post con la tua passione che finalmente lascia posto alle tue tante critiche costruttive…ti saluto,spero di risentirti..mi e dispiaciuto x l’inconveniente che ti era accaduto,ma non sapevo…ciao,alla prox..

37. Posted Wednesday 28 May 2008 at 22:38:24 by GUIDO MACCHIAVERNA-IL DUCATISTA-C/Mare di Stabia

come ha detto ELI nell altra pagina dedicata a Vasco: IL MUGELLO SI AVVICINA…FORZA DUCATI!! VADO AL MASSIMO:VADO A GONFIE VELE!!! avanti CARA ROSSA

38. Posted Wednesday 28 May 2008 at 23:13:41 by Roberto 65 TL

X LIVIO LODI il grande:

mi è piacciuto molto lo scritto “d’l'inzgnir”, l’ho letto parecchie volte ed ho capito qualcosina che mi mancava sulle dinamiche dei gas, sui requisiti di resistenza e di sollecitazione dei materiali, il funzionamento meccanico già lo conoscevo…però…c’è un però, non ho capito quasi un acca quando l’ Ing. nella seconda parte comincia a parlare di angoli delta -alfa ecc..ecc.

Chiedo aiuto, sarebbe bellissimo potere vedere/avere uno schema dove siano menzionati tali angoli e curve ecc, innanzitutto forse capirei qualcosa in più poi dopo lo scannerei e lo metterei nella cornice di 1000×700 che ho appeso in garage con al suo interno lo scritto stampato in quattro fogli A3.

Ciao Livio

39. Posted Wednesday 28 May 2008 at 23:45:30 by Roberto 65 TL

ENRICO !!

Ho avuto uno svarione (coccolone) quando ho letto che in una botta sola sei contento di 2 Ducati!!! :-))

Mi fa piacere sentire che dopo uno stop forzato (come il mio) sei tornato in moto e ti sei divertito, bello sentire che l’SL ha ricominciato a cantare…e il Muraglione quando ?

Un saluto a tutti..Guido il Pres.Villa Fabio Ely Jack Clo Antony Marc le belgicienne(?) Gius Marcos2r Marco Villa Fede Maxxx Desmorico Spaggio Giuseppe Aigor Ducatidentro(dov’è ?) Redblack!!..sicuramente ho dimenticato qualcuno ma non ho fatto apposta…un po’ di sclero..

40. Posted Thursday 29 May 2008 at 17:24:48 by eli

O, se andate al Muraglione vengo anch’io!!!!

Posso, vero? Magari ognuno va su dalla sua strada e ci troviamo tutti là a sbavare su quelle gran cicce che ci ho visto l’altra volta (che alla Ratika se le sognano!!!! )

41. Posted Thursday 29 May 2008 at 18:07:17 by Marco Poels

Non è per criticare, ma perché per illustrare le parole del ingegner Taglioni parlando del suo caro desmo, si è messo su “ducati.com tradizione” una foto di un motore di 750GT… che precisamente non è desmodromico, come se lo puo ben vedere??? Una foto di un pompone di 750SS sarebbe stato piu a posto, mi pare…

42. Posted Friday 30 May 2008 at 08:58:26 by Livio Lodi

Rispondo al post numero 41 di Marc. E’ corretto quanto dici, ma la scelta della immagine è stata fatta da me, e ti spiego perchè abbiamo utilizzato lo spaccato del 750 GT.

1) il primo diagramma storicamente riconosciuto come ” primo desmo ” è quello a tre alberi che compare all’ inizio dell’ articolo.

2) non avendo la possibilità di pubblicare un diagramma così ben dettagliato del 750 SS Desmo del 1974, ho ripiegato su quello del 750 GT, che, comunque resta il primo bicilindrico a ” elle ” realizzato da Ducati su progetto di Taglioni, insieme al 500 GP che equipaggiava l’ omonima motocicletta. E, come ben sai, entrambe NON erano desmo.

43. Posted Friday 30 May 2008 at 13:04:48 by DesmoRugge

@ Livio Lodi, anche se non è desmo lo spaccato dove di vede la distribuzione a coppie coniche è un gran bella. Spero il prima possibile di visitare il museo e fabbrica per vedere le più belle Ducati di sempre, lavoro permettendo…

@ Enrico, ma hai ancora la vibrazione in frenata?

44. Posted Friday 30 May 2008 at 14:28:36 by Centro Moto shopping

E’ dai tempi di “Foggy” in SBK che seguo la Ducati, e a mio modesto parere la distribuzione desmodromica fin da poco dopo l’introduzione ha dimostrato la sua superiorità. Presto gli altri inventeranno qualcosa per sopperire alla mancanza di “boost” desmo…
Mi dispiace per Vale, ma io sono australiano ed il connubio Ducati-Stoner è il massimo!

45. Posted Saturday 31 May 2008 at 10:06:25 by gigi

Personalmente questo è uno dei piu’ bei post fatti fino ad ora,GRAZIE LIVIO per metterci a disposizione la tue pasione e conoscenza.
Leggere i pensieri di Taglioni è emozionante ,anche se possono essere compresi solo da esperti di meccanica.
Dalle sue parole capisco quanto un meccanismo
apparentemente semplice sia in realtà complesso e difficile da sviluppare.
Dal post 11 di Lady ducati ci si chiede come mai tale sistema non sia stato portato avanti da case come bmw e Ferrari(notoriamente i motori delle auto sono molto piu’ avanti di quelli delle moto).
Comunque per noi la parola di Taglioni è fede.
Attendo il seguito del post.

lamps

46. Posted Monday 02 June 2008 at 09:48:33 by Marc Poels

@42: grazie Sign. Lodi per la riposta. E vero che il primo sistema desmo a tre alberi utilizato sulla 125 mono e dopo sulle 250/350 paralleli no è quello che è diventato il “classico” delle generazione successive di Ducati desmo… che sono apparse sulle 250 e 350 mono uscite en 1968, bene prima delle bicilindricche a elle, chi hanno adottato la misma configurazione da 1974 con la SS… Peccato di non avere disponibili diagrammi per tutti questi motori, forse che con le techniche attuale di modelizazione 3D, sarebbe possibile di riempire questo vuoto… E davvero, per la 500GP, c’è un autore ben conosciutto dalla Casa che ha scritto bianco su nero in un libro che nel 1973, la 500GP aveva ricevuto la distribuzione desmodromica… ;-)

47. Posted Tuesday 03 June 2008 at 16:23:50 by Livio Lodi

Caro Marc,

Leggo con molto piacere che sei estremamente ben documentato, come la maggior parte dei grandi appassionati esteri di Ducati. Confermo che il desmo trialbero è stato utilizzato in un periodo di tempo che va dal 1956 al 1961/62, e che il monoalbero desmo fece il suo debutto con la serie Mark 3D nel 1968.
Per la realizzazione dei grafici dei motori in 3D, chissà, forse un giorno ci riusciremo, magari nel sito virtuale del Museo. Di sicuro, esistono degli schemi, gelosemente custoditi, nel nostro archivio tecnico.

Per la 500 GP, per quanto ne sappia io, le moto non vennero utilizzate più ufficialmente da Ducati, dopo la gara a Imola del Maggio 1972, dove la 500 GP venne sonoramente battuta dalle più potenti MV. So che vennero studiate anche teste a 4 valvole per questa moto, da non paragonare all’ unico esemplare 4V che fu realizzato indipendentemente da Renato Armaroli.

L’ ultima apparizione della 500 GP avvenne nel 1975 a Imola, quando la moto, guidata da Sergio Baroncini, terminò la gara al penultimo posto. La moto era ormai troppo vecchia per competere con le moto da corsa di quell’ anno, e fu così che sulla 500 GP cadde l’ oblio.

Credo che l’ idea di applicare il Desmo sulla 500 GP, nel 1973, venne accantonata in virtù della scelta fatta per la 750 SS, commercialmente più fruibile, e non dimentichiamo che nel 1972, Ducati aveva vinto la 200 Miglia di Imola … Ultima nota, Spaggiari, proprio nel 1973, conquistò un brillante secondo posto dietro al compianto Jarno Saarinen su Yamaha, che disponeva di una moto ben più potente della 750 Corsa Corta di cui disponeva Ducati.

48. Posted Tuesday 03 June 2008 at 21:23:20 by Marc Poels

@47: Gentile Sig. Lodi,

Ci siamo visto in Belgio qualche anno fa e avevamo fatto quatro chiachiere (in francese) sulla frizione a secco delle Ducati e sul mezzo di megliorarla, si ricorda?
Sono infatto un po documentato sulla storia della Ducati e dopo una carriera di 40 anni di Ducatista, provo di dividere le mie modeste connoscenze con gli appassionati francofoni e ispanofoni della marca: cliccando sul mio nome in rosso, potrà vedere diversi articoli derivati da quelli scritti da suo servitore per la rivista francese Desmo che forse conosce. L’ultimo articulo tratta precisamente della 500GP ma non è gia stato adattato per il sito. E parlando di questo, devo davvero scusarmi per due errori che ho scritto nel mio post 46: Ian Falloon non è inglese ma australiano e nel suo libro ‘Ducati 750 the Bible”, non si tratta della 500GP di 1973 ma di quella di 1972 quando scrive:”On 15 March 1972, three 500s were tested at Modena,….. The cylinder heads were desmodromic” E di piu, Cathcart, Falloon e altri non sono d’ accordo a proposito della corsa del motore: 57,8mm come le mono o 58 come le Pantah? Io ho fatto la mia scelta e Lei?
Per finire, La avevo scritto due volte in diritto per fare domande precise su due punti storiali precisi chi mi intrigavano ma non ho nunca ricevuto una riposta, potrei adesso riprovare?

49. Posted Wednesday 04 June 2008 at 07:38:46 by DesmoRugge

Marc vs Livio…. una lotta fra titani del Desmo! Chi Vincerà? :-)8

50. Posted Wednesday 04 June 2008 at 12:30:07 by Marc Poels

@49: non cerco nessuna lotta, c’è la verità storica che mi interessa e provo sempre di paragonare tutte le fonti disponibili per acercarmene quando scrivo qualcosa. E stesso non è facile, poiche se puo anche vedere che nella sezione Tradizione di ducati.com, ci sono errori… Mi sforzo di leggere tutto che fu scritto sul sujetto in diverse lingue, di entrare en contatto con la gente che ha vissuto gli evenementi… e di riconoscere quando me sono sbagliato. E se nostro amico Livio ha fatto un giretto nel Desmodrome, avrà certamente visto che si trova in buon posto, fotografado da una relazione commune ;-))

51. Posted Wednesday 04 June 2008 at 15:04:06 by DesmoRugge

Di fatti non stavo paventando una vera “lotta” ma stavo guardando con estremo interesse le vostre argomentazioni di super esperti di storia Ducati. Di fatti ho aggiunto uno smile in fondo per sottolineare il carattere di battuta che ho dato al post…

52. Posted Thursday 05 June 2008 at 16:04:40 by Marc Poels

@51: per continuare a argomentare , dovremmo essere per lo meno due… ;-))
La mia prima domanda era: secondo le mie informazioni la ST (prima versione) fu disegnata da M. Galuzzi, e P. Terblanche non ci partecipò. Ma non ne sono 100% sicuro e di piu, avrei voluto sapere chi ha concepito quel’ incredibile carenaggio che si smonta al reverso (bisogna di commininciare togliando i retrovisori par acceder alla batteria…)? Per la seconda versione totalmente mancata, non vedo chi di altro di Terblanche potrebbe portarne la responsabilità, ma anché vorrei esserne sicuro…

53. Posted Friday 06 June 2008 at 07:25:09 by DesmoRugge

Tutte e due le ST sono state disegnate da da Pierre Terblanche…

54. Posted Friday 06 June 2008 at 08:29:32 by Marc Poels

@53: Non è cio che dice Ian Falloon generalmente (ma non sempre) ben documentato, scrivendo nero su bianco che fu Galuzzi che l’ha concepita, alla fine dell’ epoca Cagiva, prima dell’arrivo di Terblanche, che forse ha ripreso il progetto e designato questo famoso carenaggio… Come non ne ho nunca trovato confirmazione e che ho un dubbio che me confermai, avrei voluto avere la versione ufficiale… ma non pare facile ;-)

55. Posted Friday 06 June 2008 at 09:27:33 by DesmoRugge

Io te lo scrivo perchè su Mondo Ducati (un giornale italiano, non so se lo conosci) di questo mese c’è un articolo sulla ST e dicevano che è stata disegnata da Terblanche nel periodo di transizione tra la gestione Cagiva e la gestione TPG… Io riporto quello che c’è scritto la non vorrei impuntarmi con persone che ne sanno più di me! :-)8

56. Posted Friday 06 June 2008 at 11:03:33 by Marc Poels

@55: Conosco Mondo Ducati che mi pare un po (troppo) legato alla Casa Mamma, ma su questo tipo di informazione, suppongo che si possa fare loro fiducia. Infatto la ST non ha una personalità estetica marcata, come se fu comminciata da l’uno e finita da l’altro, senza avere recevuto tutte le cure necessarie per farne un’opera interamente realizzata. E cio che è danno è che successivamente, nulla è stato fatto per farla evolvere rimediando ai suoi punti deboli: al contrario all’apparizione della ST3, i suoi defetti sono rimasti ed in premio ha ricevuto una bocca di giapponese! E dopo, si stupisce che non abbia conosciuto un più grande successo…

57. Posted Sunday 08 June 2008 at 18:39:57 by Sauro

Marc, riguardo chi ha disegnato la ST io sentii qualche anno fa da un dipendente dell’ufficio progetti Ducati (non faccio il nome per ovvi motivi) che era stata disegnata internamente da Galluzzi in collaborazione con altri, all’epoca in cui Terblanche non era ancora in Ducati. Questa informazione corrisponde a quella di Ian Fallon mi pare.

58. Posted Monday 09 June 2008 at 07:58:22 by Marc Poels

@57: Grazie per la riposta Sauro, non ci resta piu che a aspettare una confirmazione “ufficiale”… Per lo meno il Desmoblog potrebbe servire a fare avanzare la scienza ;-))

59. Posted Monday 09 June 2008 at 11:23:34 by Livio Lodi

Salve a tutti,

Mi ero assentato causa lavoro ( ero al TT 2008 ), e sono tornato questo sabato.
Condivido il pensiero di Marc; anche io, come lui, cerco la verità, per potere ricostruire, definitivamente, la storia della ” nostra ” Ducati. E devo dire che il sito di Marc è davvero ben documentato. Marc, mi scuso fin da ora se non sia riuscito a risponderti, cercherò di farlo quanto prima. Per sicurezza, se desideri, puoi tranquillamente rispedirmi le tue mail.

60. Posted Monday 09 June 2008 at 15:05:30 by Marc Poels

@59: Grazie Livio per la riposta: cio avrà dovuto davvero essere molto duro di lavorare cosi al TT, ne ho visto solamente foto e compatisco! ;-))
Per fare avanzare la scienza, hai visto la piccola discussione sulla paternità della ST, allora se puoi confirmare o infirmare… E dopo, una domanda piu delicata sulla 250 twin desmo di Mike Hailwood…

61. Posted Monday 09 June 2008 at 15:12:18 by Livio Lodi

Ciao Marc,

L’ ST ( per quanto ne sappia ) fu il prodotto di una collaborazione tra Pierre Terblanche e Miguel Galluzzi, un 50 - 50, codiuvati da altri colleghi italiani che seguivano il progetto, presentato nel 1996. Questo per quanto riguarda la ST. Cosa vuoi sapere a proposito della 250 di Hailwood ?

62. Posted Monday 09 June 2008 at 16:46:56 by Marc Poels

@61: Grazie Livio per la riposta, allora per la ST “in medio stat virtus”… Ma spero che quello che ha disegnato il carenaggio non ha continuato la sua carriera a Borgo Panigale… ;-)
Quanto alla 250 di Hailwood, beh, la domanda è un po delicata e credevo che fosse la ragione per la quale non avevo ricevuto una risposta all’epoca dove ho scritto l’articolo eti avevo contattato. Io so che capisci perfettamente il francese e puoi leggere cio che ho scritto qui:
http://www.ducati-sud-belgio.be/Accueil/?name=Desmodrome&article=2
Secondo tutte le informazioni nel mio possesso, la moto che si trova al museo non può essere la n°24 sulla quale fu fotografato Hailwood, ma la sua sorella: furono fabbricate 4 twin desmo per la scuderia di papa Hailwood, due 250 e due 350. Nel 1961, TRE moto furonno vendite a John Surtess: la 250 di Mike e le due 350. La secunda 250 fu ripresa dal piloto australiano Ken Kavanagh. Surtees fece trasformare le sue 3 moto per il suo fratello Norman, sostituendo il telaio originale da un modello fabricato da Ken Sprayson in Inglaterra. L’altra moto, quella di Kavanagh fu vendita dopo a Don Shorey che la rivendé negli anni 70 a un ingegnere dei Midlands e poi non aparisce piu. Bene, seguiamo?
Tre anni fa, Hubert Rigal compro la 250 di Surtees con telaio inglese che è a l’origine del articolo. Dunque in qualsiasi buona logica, questa moto è la di Hailwood trasformata, e l’altra è la di Kavanagh che fu effectivamente ritrovata da Marco Montemaggi in Scozia in 2000… La storia è forse un po meno bella ma la verità dove essere la verità :-))
Che ne dici?

63. Posted Tuesday 10 June 2008 at 11:54:06 by Livio Lodi

Marc,

Quando Marco ritrovò la moto in Scozia, era con lui Giuliano Pedretti, che, come ben sai, è stato a lungo uno dei meccanici nella squadra corse, e convalidò l’ originalità della moto. Siamo oltremodo sicuri di questa moto, perchè Giuliano riconobbe il motore ( identico a quello che compare nelle foto della pagina che mi hai inviato ) e il telaio, che era stato largamente modificato nel corso del tempo. Lo stesso Farnè, poi, confutò la tesi di Giuliano, riconoscendone alcuni particolari sui quali lui, all’ epoca, aveva lavorato.

Marco lasciò la Ducati nel 2001, ed io seguii completamente le fasi del restauro; restauro che fu portato avanti da Giuliano e da Primo Forasassi, il mio maestro e mentore.

La moto di Hubert è la stessa che vidi nel 2001 a Birmingham, in occasione di una cerimonia in memoria di Hailwood.

Come hai correttamente indicato, la moto con telaio Reynolds è quella che fino a poco tempo fa era nelle mani di Hubert ( telaio Reynolds ), mentre la nostra è quella ritratta con il numero 24, con il telaio originale Ducati, al quale Hailwood applicò componeneti di una Norton Manx ( sella, forcella, ammortizzatori, semimanubri )

64. Posted Tuesday 10 June 2008 at 13:10:25 by Marc Poels

Grazie Livio per la tua riposta.
Cio che scrivi è perfettamente possibile, se Surtees si ha sbagliato dicendo che a compreso la moto di Mike, e che in realità a comprato quella di Kavanagh che era davvero la sua sorella gemella. Ma la ragione per la quale l’altra spiegazione mi sembrava più probabile, e che se la scuderia Sportive di Papa Hailwood disponava di due 250, una per Mike e una per Kavanagh, mi pare più probabile che fu la moto di Mike a essere vendita a Surtees, poiche Kavanagh contino a gareggiare con la sua 250 dopo della venta delle 3 altre moto a Surtees… ma tutto è possibile. I componenti “inglesi” sulle moto furono applicati dal origine.
PS La 500GP è arrivata nel Desmodrome… ;-)

65. Posted Friday 13 June 2008 at 19:12:09 by Marc Poels

Beh, se ne sono chi avrebbero voluto sapere di più, non ci loro resta che paragonare gli argunenti respettivi… o ritrovare Ken Kavanagh e farle la domanda ;-)

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